sabato 26 luglio 2014

Sul comodino #3

Per questa settimana salto la classica disposizione e faccio un breve post unico. Perché? Beh, perché questa settimana non ho fatto nulla. Ma proprio nulla di quello che dovevo fare. Ho pure lasciato in disparte lo studio.

Tutto questa per due motivi essenziali: un vestito e un libro.

Il vestito è una versione di “The World is Mine” dei supercell/Miku, una versione molto più complessa e dettagliata. La base è in cotone elasticizzato (e se qualcuno ha mai avuto a che fare con questo meraviglioso tessuto, sa quanto dannato sia da cucire … soprattutto le maniche-), con dei merletti in sangallo e nastrini neri: una bellezza per gli occhi~
Peccato che sia anche stressante da cucire a causa del tipo di stoffa e perciò sono ancora agli inizi: una volta finito, però, pubblicherò una foto <3

Il libro, invece, è “Ad alto rischio” di Suzanne Brockmann.
Per puro caso avevo letto una recensione su un blog (non ricordo neppure quale, tanti ne ho spulciati in questi giorni-) e la storia di Jules e Robin mi aveva attirata come una mosca al miele. E se il BL chiama, io rispondo <3
Ammetto di essere troppo assuefatta alla J.R. Ward per certe scene (e questo è tutto dire *coff*), però ho apprezzato come la Brockmann riesca a ricreare a parole la tensione erotica che i personaggi esprimono attraverso gesti o sguardi.
E per quanto riguarda la coppia sopracitata, riesce a farti affezionare talmente tanto, che alla fine sono quasi scoppiata a piangere: “quasi” perchè mi sono spoilerata i seguiti per riuscire a dormire la notte, altrimenti l’avrei passata a rigirarmi nel letto tra i singhiozzi.
Ora sono riuscita a reperire “Force of Nature” (in traduzione italiana amatoriale *viva me*, non molto fluida, ma neppure male) e “All Through the Night”, insieme al piccolo “Beginnings and Ends”. Ovviamente, parliamo di file .mobi *coff*, anche se spero di reperire i cartacei inglesi appena ho i soldini (tranne di B&E, è troppo piccino)~

Per questa settimana, perciò, si mantengono i propositi della settimana precedente: ce la farò ad essere produttiva questa volta? *MAH*

domenica 20 luglio 2014

Bungo Stray Dogs – Quando gli scrittori diventano i protagonisti

Trovai questa serie quasi per caso in rete qualche mese fa. Non c’erano ancora scan in giro, ma riuscii a recuperare le raw dal capitolo 1 al 13 (e ora sono al 17, cioè in pari), solo che mancava il capitolo 2. Era introvabile. Perciò, mesta mesta, ho dovuto sperare e aspettare: ma alla fine un gruppo inglese lo iniziò e dopo un mese di attesa buttò fuori il famigerato capitolo fantasma. Ora sono fermi di nuovo, ma visto che le raw dei capitoli successivi le ho, non ci sono problemi <3

Ma veniamo a noi.

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La storia si svolge a Yokohama, in un ipotetico anno dell’era Showa.
Nakajima Atsushi ha ormai deciso: se non vuole morire di fame, dovrà iniziare a rubare. Dopo essere stato cacciato dall’orfanotrofio in cui era cresciuto, si era trovato completamente solo in quella grande città e, come se non bastasse, aveva una tigre mangia-uomini alle calcagna. Se voleva combattere, doveva mangiare.
Ma il primo uomo che incontra … galleggia sul fiume! E al pronto salvataggio da parte di Atsushi si dimostra pure scocciato!
Eppure questo strano incontro segnerà forse la sua vita.
Dazai Osamu, questo il nome dell’uomo, fa infatti parte dell’Agenzia Investigativa Armata, una “unione” di detective dotati di un potere speciale e per questo chiamati “user”, che, guarda caso, è alla ricerca proprio della tigre mangia-uomini che insegue Atsushi.
Ma in realtà non sono gli unici ad essere sulle sue tracce: anche la spietata Port Mafia sembra aver messo gli occhi su questa famelica tigre …

Come scrivo le trame io, non le scrive nessuno. In senso negativo.

In realtà la storia è molto più contorta di così, ma per evitare spoiler ho deciso di semplificarla.
In ogni caso non sono qui per parlare della trama, ma dei personaggi. Come già scrissi tempo fa, infatti, tutti i personaggi principali in questa serie sono liberamente ispirati a scrittori realmente esistiti: così come il loro carattere si rifà a quello originale, così il nome dei loro poteri a quello dell’opera più famosa.

Ed eccoli qui elencati con accanto i nomi delle loro opere (in edizione italiana o inglese):

  • Dazai Osamu, Lo squalificato
  • Kunikida Doppo, Poesie (non disponibile in lingue occidentali)
  • Yosano Akiko, Non morire, per favore!

    O my young brother, I cry for you
    Don't you understand you must not die!
    You who were born the last of all
    Command a special store of parents' love
    Would parents place a blade in children's hands
    Teaching them to murder other men
    Teaching them to kill and then to die?
    Have you so learned and grown to twenty-four?
    O my brother, you must not die!
    Could it be the Emperor His Grace
    Exposeth not to jeopardy of war
    But urgeth men to spilling human blood
    And dying in the way of wild beasts,
    Calling such death the path to glory?
    If His Grace possesseth noble heart
    What must be the thoughts that linger there?

    (Traduzione: Sam Hamill & Keiko Matsui Gibson)

  • Edogawa Ranpo. Il titolo di una sua opera si trova in questo caso non nel nome del suo potere, ma in quello di una delle unità nemiche, La Lucertola Nera (famoso il film omonimo di Mishima Yukio)

  • Miyazawa Kenji, Non fragile alla pioggia

    What's a little rain,
    A little wind, a little snow,
    A little heat in summer,
    If you're strong?
    All I ask is to grow to be
    A person
    Who doesn't demand too much,
    Never loses his temper,
    Always wears a quiet smile,
    Eats his three bowls of rice a day,
    A little soup, a little vegetable,
    And forgets about himself.
    Let me look, let me listen,
    And never forget what I see and hear.
    From my hut in the grove by the field,
    When I hear from the East,
    There's a child that's sick,
    Let me go and nurse him to health.
    When I hear from the West
    There's a weary farm woman,
    Let me go and carry her plantings.
    When I hear from the South
    There's a man near death,
    Let me go and quieten his fears. And
    If there's quarreling and feuding in the North,
    Let me help them to stop their bickering.
    In time of drought
    Let my tears wet the earth,
    And share the anxiety of all
    When the summer's unseasonably cold.
    They may have no use for me,
    Or no word of praise for me,
    But at least
    I won't get in the way.

    (Traduzione: Noah S. Brannen)

  • Fukuzawa Yukichi, “It is said that heaven does not create one man above or below another man. Any existing distinction between the wise and the stupid, between the rich and the poor, comes down to a matter of education.” (wikiquote)

  • Tanizaki Jun’ichiro, Neve sottile

  • Akutagawa Ryunosuke, Rashomon (attualmente fuori produzione in italiano)

  • Higuchi Ichiyo, il suo potere non è stato ancora mostrato.

  • Hirotsu Ryuro, Camelia Dimenticata (non disponibile in lingue occidentali.
    P.S.: è il capo della Lucertola Nera (KurotoKAGE), il cui nome ricorda moltissimo quello di un’altra sua opera, KurotoGAKE)

  • Motojiro Kajii, Lemonade (disponibile in spagnolo, ma ho preferito mettere la versione francese, per quanto momentaneamente non disponibile)

  • Izumi Kyoka, Lo stagno demoniaco (esiste una traduzione accademica in inglese, ma praticamente introvabile. ISBN: 9784590012162.
    P.S.: Izumi Kyoka era un UOMO)

  • Nakahara Chuya, Alla tristezza che ha finito per sporcarsi*(non disponibile in lingue occidentali)

  • Christie Agatha, Dieci piccoli indiani

  • Dostoevskij Fedor, Delitto e castigo

  • Fitzgerald Francis Scott Key, Il grande Gatsby

  • Montgomery Lucy Maud, Anna dai capelli rossi

  • Mori Ogai, Vita Sexualis

  • Ozaki Koyo, Il demone dell’oro (Anche Ozaki Koyo era un uomo)

* credo(?) Comunque ho trovato il testo della poesia e lo tradurrò appena ho tempo.

Proprio ieri sono riuscita a trovare le raw dei volumetti, di molto superiori rispetto a quelle dei capitoli singoli che avevo raccattato prima. Perciò, anche se come ho scritto sopra le scan sono bloccate al capitolo 2, credo che inizierò a lavorarci su io~ Anche se io e l’editing non andiamo d’accordo-

Non so cosa ho scritto, però ci tenevo a fare un po’ di pubblicità a questo titolo, visto che merita davvero tanto <3

sabato 19 luglio 2014

Sul comodino #2

E anche quest’anno niente Rimini *cry hard* Spero che il prossimo anno mi vada meglio.

  • SAW/READ

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Cambiando argomento, ho finalmente visto il primo di Zankyo no Terror e posso dire che anche lui rientra a pieno titolo fra quelli che mi ispirano di più in questa stagione: sono davvero curiosa di andare avanti e scoprire cosa si nasconde nel passato dei due ragazzi. Ma soprattutto cos’hanno rubato in quel centro di smaltimento-
Per il resto, mi mantengo in pari con le altre serie: per il momento nulla da segnalare, tranne che più Free! diventa gay, più Ilya lesbo *coff*
Della vecchia stagione ho finito proprio oggi Black Bullet (perciò mi ci vorrà un po’ a tirare giù un commento) e … stop. Pensavo di riuscire a vedere di più, ma a quanto pare il tempo è stato tiranno.

Quanto a manga, ho letto tutti quelli della pila che mi ero prefissata (hip hip hurrà per me <3): se va avanti così, forse ce la farò a leggere tutti quelli che ho in lista da anni~
Per i libri, sono stata meno “fortunata”: come mi aspettavo non sono particolarmente veloce, infatti ho finito solamente Cuore d’Inchiostro e L’oca selvatica.

  • TO SEE/TO READ

Per questa settimana in arrivo, dovrei riuscire a finire Nobunaga the Fool e magari andare avanti un pochino con Capitan Earth, sperando di farcela …

Come obbiettivi per il blogghino, sicuramente pubblicare i commenti a Encho, Ogai e Black Bullet, a cui sto lavorando. Per Cuore d’Inchiostro aspetto di aver letto l’intera trilogia prima di sbilanciarmi.
Sperando che il caldo mi risparmi …

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Infine eccoci qui <3
Non avendo fatto spese, sono tutti manga che stavano a prendere polvere sugli scaffali. Ilegenes finalmente è finito (anche se il 5 è stampato da schifo), quindi ne approfitto per riprenderlo da capo e concluderlo (l’avevo già letto a suo tempo in scan, quindi mi preparo psicologicamente alla botta di feels). Lo stesso si può dire con Code:Breaker, che si concluderà ad Agosto con il 26: ho aspettato apposta che si accumulassero gli ultimi volumi per godermi al meglio il finale. Per il resto, un volume unico che era lì da tempo e si continua con Angel Sanctuary.
Per i libri, ho capito che più di due tomi alla volta proprio non riesco a leggerli. Perciò mi sono prefissata solo Lo schiavo del tempo, che è la continuazione del #10books, e Il monaco del monte Koya per la letteratura nipponica (leggasi: per l’esame). Tess e Saikaku sono in continuazione perenne insieme al Genji, quindi saranno delle presenze fisse per un po’ di tempo. Se invece sarò fortunata e riuscirò a leggere qualcos’altro … lo scoprirò solo la settimana prossima~

 

E con questo passo e chiudo, sperando che questa settimana non sia afosa come la scorsa e io riesca a scrivere qualcosina (anche perchè mi è saltata in testa un’ideuzza …) <3

martedì 15 luglio 2014

I wish … #1

Quale giorno migliore per parlare dei propri desideri, se non il 15, quando esce Anteprima e il mio portafoglio piange sangue?
In realtà se elencassi tutto ciò che desidero, ci vorrebbero una decina di post lunghi un metro l’uno per esaurire la lista … Quindi mi limiterò a cinque titoli al mese e, dal prossimo, userò questo piccolo spazio anche per le spese mensili, se ce ne saranno di interessanti~

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1# Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer

Di questo titolo ho sentito parlare più che bene, soprattutto per lo stile di scrittura fresco e inusuale caratterizzato da uno scambio di e-mail.
Inoltre l’incipit mi ha tolto un sorriso e di questi tempi mi serve qualcosa di leggero.

2# Japan and the Culture of the Four Seasons di Haruo Shirane

Ho avuto la fortuna di assistere alla conferenza di Shirane durante il Rethinking Nature organizzato da Ca’ Foscari dove lui stesso ha presentato il suo ultimo lavoro, cioè questo saggio.
Studiando la sua antologia di letteratura, avevo molto apprezzato la sua scrittura fluida e altamente comprensibile anche a me che non sono una cima in inglese, e la conferenza mi ha così incuriosita che non vedo l’ora di poterlo leggere. Inoltre Shirane è stato così carino e disponibile quando si è visto arrivare una calca di ragazzi a chiedergli l’autografo (me compresa, che nel panico ho risposto in giapponese invece che in inglese, meh-) nonostante non fosse in programma.
Ah, Shirane è americano. Di nascita per giunta *ci sono rimasta anch’io quando l’ho saputo*

3# Neve Sottile (Sasameyuki) di Jun’ichiro Tanizaki

Perchè è Sasameyuki e io sono troppo curiosa di leggerlo (vedi sotto).
E perchè è ambientato ad Osaka, la città che più di tutte vorrei visitare.

 

Queste, invece, sono due serie che desidero ardentemente che prima o poi vengano portate in Italia, anche se la vedo dura. Soprattutto per la seconda.

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4# Bara-o no Soretsu di Aya Kanno

Liberamente ispirato al Riccardo III di Shakespeare, l’ho seguito assiduamente fino al capitolo 6, che pure finisce con una scena moltosuggestiva, quando l’hanno licenziato in America e io sono rimasta con un pugno di mosche in mano, visto che non riesco a trovare neppure le raw.
Adoro le atmosfere gotiche e dark di questa serie, come adoro Riccardo ed Enrico, che, ignari dell’identità dell’altro, stringono un’amicizia pura, ma destinata ad essere bagnata dal sangue.
Inutile dire, poi, che la pazzia di Riccardo è veramente resa meravigliosamente bene, con un escamotage davvero “particolare”.

5# Bungo Stray Dogs di Asagiri Kafka e Harukawa35

Bungo è una di quelle serie che sai già che per essere portate in Italia servirebbe un miracolo.
Per fortuna, nonostante gli inglesi siano fermi al capitolo 2, ho trovato le raw fino al 16 e piano piano sto continuando a leggerlo.
Perché è impossibile che venga portato? Semplice. I protagonisti sono scrittori. I loro poteri, le loro opere. I nemici? Altri scrittori. Insomma, per godere appieno di questa serie non bisogna solo aver letto qualche libro degli autori citati, ma conoscere la loro vita (in Giappone studiano molto le biografie, forse anche più dei testi stessi).
Ad esempio, il protagonista è Dazai (MA DAI, ORA SI CAPISCE TUTTO): se non si sapesse che il signorino era maniaco suicida, con la predilezione per i suicidi di coppia, molte battute non si capirebbero.
Ah, sì, il potere di Tanizaki è Sasameyuki. Ecco il perchè io brami di leggere quel libro-

 

E direi che per questa volta concludo qui: scegliere i prossimi cinque sarà molto dura.

sabato 12 luglio 2014

Sul comodino #1

 

  • SAW/READ

Come sa chi segue l’animazione giapponese abbastanza assiduamente, queste due settimane hanno dato l’inizio alla stagione estiva e queste sono state le quattro serie che più mi hanno presa al momento:

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Free!! Eternal Summer, Tokyo Ghoul, Aldnoah Zero, Love Stage

(In realtà mi manca ancora Zankyo no Terror da vedere ed è molto probabile che rientrerà fra quelli che mi ispirano di più)

Abbastanza prevedibile, c’è il seguito di Free!!: al di là del palese occhio strizzato al mondo del BL e delle fangirl, continua ad essere quella serie fresca e ben fatta della scorsa stagione, con un buon miscuglio tra comicità e angst. Inoltre ho sempre guardato con piacere le gare olimpioniche di nuoto su vasca, quindi Free!! è un insieme di elementi che adoro già in partenza.
Tokyo Ghoul si presenta come un horror/splatter, ma credo che andando avanti non verrà risparmiata una parte filosofico-morale, cosa che apprezzo sempre molto in una serie. Inoltre a livello grafico mi ha fatto una bellissima impressione.
UROBUCHI. Credo non ci sia altro da dire sulla qualità che ci prospetta questa serie. Inoltre la collaborazione con Sawano alle OST/ED e Kalafina per la OP ha reso questo primo episodio, insieme a una “direzione della fotografia” a dir poco eccelsa, un ottimo inizio. Aldnoah si presenta come una ripresa e continuazione del tema sviluppato in Gargantia, dove viene data solo una parziale risposta: perché ci si uccide per imporre la supremazia della propria razza, quando siamo tutti ugualmente esseri umani? Una coesistenza pacifica è proprio impossibile? Essendo una serie di due stagioni, dovremmo aspettare Marzo per ottenere una seconda risposta a questa domanda.
Venti minuti di pieno delirio è invece stato Love Stage: l’hanno reso alla perfezione. Delirante, dolce e con dei colori bellissimi. Si conferma uno dei BL più carini che abbia mai letto e infondo Taishi Zao e Eiki Eiki rimangono una garanzia quando si parla di BL~
A queste si aggiungono la conclusione di Brynhildr in the Darkness (qui) e Mekakucity Actors, di cui devo ancora parlare.

Quanto a libri e manga, ho finito di leggere La lanterna delle peonie, la cui “recensione” è in costruzione (come qualsiasi testo di letteratura giapponese, mi serve diverso tempo per consultare i manuali per costruire una recensione adeguata. E visto che è un testo per l’esame, ne approfitto per studiarlo per bene), Lo Squalificato (qui), Black Buttler 17/18 e Inuyasha. Aver finalmente finito Inuyasha è stato un sogno praticamente. Era da 5 o 6 anni buoni che aspettavo la parola fine, prima attraverso la serie, poi con il manga. Appena avrò terminato la visione della Final Act ci dedicherò un post a parte <3

  • TO SEE/TO READ

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Ho scattato la foto poco prima che si scatenasse
l’inferno e dovessi chiudere le imposte.

Ecco cosa mi aspetta questa settimana.

Dopo diversi anni, ecco che vede la conclusione Fate/Stay Night: non ho mai amato molto Shiro … diciamo pure che lo odio … ma nel manga l’ho trovato più sostenibile e così ho deciso di imbarcarmi in questa avventura. Inoltre la trama di Fate è carina e via via ha avuto sviluppi interessanti (quanto meno nello Zero di Urobuchi *coff*), perciò spero in un finale che non deluda totalmente le mie aspettative.
Ad unirsi le ultime uscite della settimana, Pandora (con cui sono in pari con le scan, quindi si tratta di una rilettura) e Angel Sanctuary. Di questo ho messo solo l’11, ma credo di riuscire ad andare un po’ più avanti.

Qui abbiamo un bel po’ di cosette. Sicuramente non riuscirò a leggerli interamente tutti in una settimana (se ce la facessi, mi sentirei Dio <3), quindi diversi rimarranno anche la prossima settimana. Per il #10 books abbiamo Cuore d’inchiostro e Lo schiavo del tempo: il primo è già in lettura e devo dire che mi sta piacendo, anche se ancora non mi si è acceso l’interruttore che mi fa ingoiare capitoli su capitoli in poche ore. Il problema è che da mesi ho letto solo letteratura giapponese e l’essere stata praticamente a digiuno di scrittura occidentale mi crea qualche problema ad ingranare.
Poi abbiamo, appunto, L’oca selvatica di Ogai per la letteratura nipponica, Il Vangelo secondo Gesù Cristo per il #nobel prize e Angelology come lettura personale.
Cercherò di andare avanti un pochino anche con gli stalli-a-vita, tipo Tess *urgh*, e con quel libro infinito che è il Genji (nella versione di Waley).

P.S.: dietro si vede quello che rimane dello scaffale Giappone, con i manuali di storia e filosofia, e le due edizioni del Genji. Più qualche intruso di letteratura e classico *coff*

Per quanto riguarda l’animazione, continuerò le serie attualmente in corso e credo porterò a completamento Black Bullet e Nobunaga the Fool. Forse guarderò qualche film e magari anche gli episodi di Reign che ho tirato giù, ma si vedrà se ne avrò il tempo.

 

Vediamo se sarò capace di mantenere questa piccola rubrichina con una cadenza decente … non so perché, ma ne dubito …

venerdì 11 luglio 2014

Libri su libri su libri …

In questi giorni mi sto dedicando alla pulizia della casa e alla sistemazione dei vari armadi: sono praticamente invasa da scatole e scatoloni. Soprattutto mi sta facendo dannare la sistemazione delle librerie … che poi, chiamiamole librerie …
Specifico che io abito in una casa singola su due piani. Una persona penserà “Chissà quanto spazio hai!”

MA MAGARI. ZERO.

I miei libri sono accatastati in ordine sparso ovunque e tra mini-librerie a muro, gruppi di mensole e armadi, ci sono una cosa come 10 raggruppamenti per casa. Esatto, dieci. Per darvi delle cifre, credo che facendo un conto sommario in casa mia ci siano più di 1800 tomi tra manga e libri. Ovviamente la maggior parte sono manga, anche visto che sono più piccolini, ma non per questo creano meno problemi: sono arrivata ad infilarli in ogni anfratto possibile per farceli stare. Grazie al cielo sono in via di conclusione la maggior parte delle serie che seguo, anche se ce ne sono altrettante che vorrei recuperare.

Insomma, mi sa che finirò travolta dai libri. Se non avete più mie notizie ora sapete il perchè. Sarò rimasta travolta da una pila di libri.

Comunque oggi ho preso gli ultimi libri in libreria e mi è arrivato l’ordine di Amazon.

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A sinistra i testi per Lett. 3 e Etnolinguistica,
a destra quelli presi per piacere personale~

In realtà non so se questo sarà l’unico ordine, visto che si basa sulla bibliografia della docente precedente. Tuttavia ho voluto far partire ugualmente l’ordine nella speranza che alcuni titoli rimangano gli stessi (anche perchè se mi chiede le edizioni dei Meridiani la mando a quel paese, visto che costano sui 70/80 € l’uno. Prenderei solo Dazai o Sakaguchi se mai la facessero-).
Alla fine di quei quindici ne ho presi sei, sono stata brava <3

Ah. C’è un intruso.
Lo so. Il motivo per cui mi sono ridotta di numero è proprio lui: Psycho Pass.
Premetto che io compro molto raramente DVD, figuriamoci i BD, ma lui è speciale. Qualche giorno fa mi stavo chiedendo quando uscisse il secondo pack e, ta-dan, era già uscito a Giugno.
ANSIA.
PANICO.
Così ho rinunciato ad altro e inserito lui. Ed ora eccolo qui insieme all’uno~

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Sicuramente chi non è pratico o non ha mai sperimentato l’animazione nipponica oltre a Miyazaki difficilmente lo conoscerà: eppure meriterebbe davvero di essere conosciuto da tutti.
Gen Urobuchi, lo sceneggiatore, è un uomo non solo di grande maestria tecnica, ma anche di profonda cultura: riesce a distruggere e ricreare un genere o un topos e a ridargli freschezza e originalità, infondendogli riferimenti letterari, riflessioni filosofiche e sociali, come solo un grande scrittore saprebbe fare.
Psycho Pass è un’ucronia/distopia, uno psicologico, un thriller, ma soprattutto una riflessione cruda e disillusa del mondo e della società che lo compone. Un 1984 traslato in cento anni nel futuro.
Chiunque ami i libri e la buona narrazione dovrebbe vederlo (su popcorn.tv è disponibile lo streaming italiano): appena avrò un po’ di tempo libero mi metterò sotto a rivederlo, visto che i sottotitoli inglesi a suo tempo mi avevano fatto perdere delle sfumature interessanti (il discorso fatto interamente di citazioni e la riflessione sui libri cartacei e gli e-book). Il fatto che sia un “cartone” e che magari venga snobbato dalla maggior parte degli adulti è un gran peccato, perché se invece fosse stato un film avrebbe vinto più di qualche Oscar. E sono obbiettiva.
P.S.: sono in uscita un film e una seconda serie. Non so per il film, ma la seconda serie NON sarà sceneggiata da Urobuchi. Questo significa che questi 22 episodi possono essere considerati come unicum e il finale chiuso (è un pugno allo stomaco, ma è così che deve essere).

Tornando ai libri *coff, mi sono lasciata prendere* come detto prima sto cercando di sistemare i vari spazi-libri(?). E non ho idea di come gestirli.
Per genere?
Per edizione?
Per editore?
Per colore?
Per nazionalità?
E sto dando di matto. Credo che alla fine opterò per una scelta multipla, più per necessità che altro: tanti scaffali ma piccolini e distanti.

Ad esempio questo è l’unico per ora che rasenta l’ordine.

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E indovina indovinello qual è? Ma quello di letteratura giapponese, ovvio. Che poi, in realtà, mancano le due versioni del Genji che tengo sulla scrivania in camera *ngeh ngeh* Ma prima o poi inizierà ad essere bella e ordinata.
Spero.

P.S.: Mi ricordo ancora quando scartai il regalo di natale di mia cugina anni fa e mi ritrovai Twilight fra le mani. Non vi dico la delusione (non che la Meyer scrivi male, ma la trama è così illogica che mi prende un coccolone---)

martedì 8 luglio 2014

Ningen Shikkaku – Lo Squalificato

*sono incapace al momento di scrivere recensioni, quindi è più un commento generale che una recensione passo passo*
 
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Lo Squalificato è un manga in tre volumi scritto e disegnato da Usamaru Furuya (lo stesso autore de La Crociata degli Innocenti e la serie di Litchi) sulla base dell’omonimo romanzo autobiografico di Osamu Dazai*.
 
“La mia è stata una vita di grande vergogna”
Così inizia il diario di Yozo Ooba.
Usamaru Furuya è un mangaka alla ricerca di ispirazione per la sua prossima serie quando una sera, sbirciando su internet, si imbatte per caso in questo diario …
 
Per parlare di questo fumetto è necessario fare un passo indietro e inquadrare il romanzo da cui è tratto.
Lo Squalificato è un romanzo scritto da Osamu Dazai nel 1948 presso la località balneare di Atami, dopo aver abbandonato la seconda moglie e i figli per scappare con una vedova di guerra di nome Tomie Yamazaki. La pubblicazione avviene poco prima del quinto ed ultimo tentato suicidio dello scrittore, il 13 Giungo 1948, che questa volta va in porto, portandolo ad annegare nel canale di scolo vicino alla casa di villeggiatura. I corpi suo e della Yamazaki, che si era suicidata insieme a lui, verranno ritrovati solo sei giorni dopo, il 19, il trentanovesimo compleanno dell’autore. Dazai poco prima di morire lasciò un romanzo incompiuto, Goodbye, ed un biglietto con su scritto: “Non riesco più a scrivere”.
La critica è concorde nel considerare Lo squalificato un romanzo semi-autobiografico: oltre ai rapporti con il Partito Comunista, le droghe, l’alcool e le donne, anche una foto che viene descritta nel romanzo, la prima, è uguale ad una fotografia di Dazai. E non solo: molti fatti narrati nel romanzo corrispondono a fatti realmente accaduti all’autore. Tuttavia considerare il libro un’autobiografia sarebbe un errore. “Dazai possedeva il genio del grande fotografo.” scrive Donald Keene[1] “Il suo obbiettivo si punta più volte su certi momenti del passato, ma, grazie alla sua splendida maestria di composizione e scelta, le sue fotografie non sono di quelle che affollano di solito gli album. Manca in Dazai ogni traccia del tortuoso annotatore di reminiscenze; in lui tutto è netto, conciso, evocativo. Quando anche le scene de Lo Squalificato fossero dalla prima all’ultima puntuale rispecchiamento d’un episodio dell’esistenza di Dazai – e, s’intende, non è il caso – la tecnica che lo scrittore possedeva conferirebbe comunque all’opera nel suo complesso la qualità d’una narrazione originale.”
Lo Squalificato non rispecchia solo la condizione di Dazai, ma riflette una condizione di disagio e smarrimento spirituale che vivono gli artisti giapponesi di quel periodo, che si ritrovano estraniati dalle loro stesse tradizioni, e che li avvicinano incredibilmente alle problematiche della letteratura occidentale.
L’opera narra la storia di un giovane uomo di buona famiglia (figlio di un membro della Dieta), Yōzō Ōba, che sentendosi estraneo, rifiutato, non preso sul serio dalla società in cui vive, si ritrova ad affrontare una condizione esistenziale di completa solitudine, agendo però nell’ambiguità tra il piacere di infrangere il codice sociale e il senso di colpa per non riuscire ad adeguarsi ad esso.

[1] Prefazione a “No Longer Human”. New York, New Directions, 1956 – 1958
Traduzione italiana a cura di Marcella Bonsanti. “Lo Squalificato”. Milano, Feltrinelli, 1962
Come lo stesso Furuya, anch’io lessi il romanzo durante gli anni del liceo, rimanendo affascinata e colpita nel profondo dalla figura di quest’uomo e dalla sua disincantata visione del mondo in cui viveva. Questa “citazione”, infatti, fa parte della sinossi del romanzo che feci per la commissione della maturità.
 
Furuya, nella sua rivisitazione moderna del romanzo, è riuscito a rendere l’inquietudine, il disagio e allo stesso modo anche i momenti di breve serenità di Yozo, con un accostamento di immagini e testo quasi perfetto.
Quasi. Perchè, come confessa lo stesso autore nella postfazione, in lui manca quella visione d’insieme, di sereno distacco nel raccontare la propria vita che solo Dazai poteva avere. E proprio per questo motivo ne cambia il finale, aggiungendo quella leggera sfumatura positiva che nel romanzo, invece, è assente.
Altro punto di distacco è nell’inizio: Furuya non illustra l’infanzia di Yozo (sono presenti solo due accenni), facendo partire il racconto (tranne per la descrizione delle tre fotografie, posta per prima anche nel romanzo) dai 17 anni, come per altro anche nella trasposizione animata di Aoi Bungaku (dove i disegni furono curati da Obata).
I motivi per cui operi questa scelta possono essere molteplici e preferisco non sbilanciarmi, ma ammetto che questa domanda mi frullerà in testa per un po’.
 
Consiglio. Consiglio e consiglio. Magari chi è estremamente impressionabile potrebbe avere qualche problema, ma in linea di massima direi che rispetto ad altri manga dell’autore, questo è quello più raffinato.
 
 
*Il manga è edito dalla Planet nell’edizione da 6,50 €, mentre il romanzo da Feltrinelli, in edizione economica. Attenzione però, perchè si tratta di un opera in doppia-traduzione: la versione italiana si basa su quella americana e non è stata tradotta o comparata all’originale giapponese. Inoltre è una traduzione degli anni 60, pesante e antiquata. La storia in sé non subisce variazioni nella trama, ma parecchi dettagli sono stati ovviamente persi per strada.

giovedì 3 luglio 2014

Brynhildr in the Darkness ovvero Murakami-kun e le sette streghe*

*sono incapace al momento di scrivere recensioni, quindi è più un commento generale che una recensione passo passo*

brimildeBrynhildr in the Darkness, o chiamata da me più affettuosamente Brimilde per l’incapacità cronica di scrivere il suo nome in tedesco, è una serie di 13 episodi facente parte della stagione primaverile 2014.

La storia ruota attorno a Murakami Ryota, unico membro del club di astronomia del suo liceo. Murakami passa le sue serate in un vecchio osservatorio della zona ad osservare le stelle per provare l’esistenza degli alieni. Questo al fine di riscattarsi in qualche modo per la morte della sua amica d’infanzia "Kuroneko", che nel tentativo di dimostrargli la loro esistenza morì in un incidente, di cui Murakami si sente responsabile.
A sconvolgere la quotidianità del ragazzo è l’arrivo di una nuova studentessa, Kuroha Neko, incredibilmente somigliante alla sua amica d’infanzia che doveva essere morta … **

Detto così sembrerebbe essere una di quelle serie che ti prendono e ti incollano allo schermo fino alla fine, MA. C’è un enorme ma. Perché arrivata alla fine ho guardato davanti a me e mi sono chiesta quale forza mistica fosse riuscita a farmelo finire e a non chiudere tutto a metà mandandolo sonoramente al diavolo. Forse perché la trama è carina e di idee veramente buone ce ne sono tantissime. Forse perché ho sperato fino alla fine che lo sceneggiatore si desse una svegliata e aggiustasse il tiro.
Infatti a mio giudizio la trama regge: non ha buchi significativi e bene o male mantiene la sua logica. Quello che mi ha lasciato l’amaro in bocca è l’intreccio.

Caro mio, quando hai buttato giù la sceneggiatura stavi dormendo?

Perché la sensazione che mi ha dato Brimilde è stata proprio quella di tante buone idee senza sviluppo. *S*Le streghe, gli alieni, la storia del laboratorio, perché Valkyria ha un innesto diverso, i dissidenti … *S* Insomma, ci sono tantissimi spunti interessanti su cui basare gli episodi, invece di relegare la trama a piccoli stralci e tutto il resto del tempo alla classificazione delle taglie dei seni delle protagoniste. E non è un modo di dire, davvero hanno passato episodi a gareggiare a chi ce l’ha più grande---
E intanto la storia va avanti e a te sembra quasi che tutto si svolga in sottofondo, lontano e anche davanti a morti per cui dovresti essere triste, non riesci a commuoverti perché … perché non ti danno la possibilità di commuoverti. Non ti fanno conoscere i personaggi. Sono come delle bamboline di carta che si muovono secondo una trama che neppure ti presentano appieno. Una volta giunti alla fine l’unica parola che ti frulla in testa è perché.
*S*
Perché Kazumi è così ossessionata dal sesso?
Perché Kana è paraplegica?
Perché Valkyria e Kuroha sono come la notte e il giorno?
Perché Kuroha è ancora viva?

*S*
E potrei andare avanti all’infinito. Perché di domande me ne sono fatte davvero tantissime. E credo che se si fossero incentrati unicamente sulla trama sarebbe venuta fuori una serie veramente mozzafiato.

E invece si è ridotto ad un harem di bassa lega.

A conti fatti e a malincuore non mi sento di consigliarla. Per quanto abbia una bella trama con idee veramente interessanti, viene tutto sviluppato talmente male che arrivati alla fine rimane un tale amaro in bocca che quasi ti fa pentire di averla iniziata.***
Un punto davvero a favore? La prima opening. Quanto amo quella musica.

 

* Citazione di "Yamada-kun e le sette streghe"
** In realtà la trama è molto più contorta, ma mi sono limitata a questa per evitare spoiler sull’episodio 1, che a conti fatti forse è il più bello di tutti.
*** Non credo, ma se le vendite saranno buone e ne verrà fatta una seconda stagione … potrei dargli una seconda chance.

P.S.: forse non lo sapete, ma il manga da cui è tratto è stato annunciato per l’Italia da Planet ed è della stessa autrice di Elfen Lied.

mercoledì 2 luglio 2014

10 books: una sconfitta in partenza

Tutti ormai conoscono il famigerato "10 Books Project", la sfida letteraria che gira in rete da diversi mesi. Le regole sono semplici e credo che ormai tutti le conoscano: scegliere 10 libri tra quelli accatastati nella libreria (e volendo fare anche più di un turno, con altri 10 fino alla conclusione dei libri in sospeso) e fino a quando non si è finito di leggerli non comprarne altri.
Anch’io ho deciso di imbarcarmi in questa impresa, anche se il momento non è dei migliori …
Mi spiego: per problemi di conti (seguo moltissime serie e stoffe, passamaneria e parrucche non sono a basso costo) di norma compro pochissimi libri, diciamo pure nessuno. C’è un unico periodo dell’anno in cui mi do alla pazza gioia: l’ordine su Amazon per l’università. E quando ho deciso di fare il 10 books? MA PROPRIO QUANDO FACCIO PARTIRE L’ORDINE. CHE BELLO. Come dire, ho già perso in partenza.
Tuttavia ho deciso di partecipare comunque. Non ha minimamente senso, ma l’iniziativa mi piaceva troppo. Quindi ho deciso di modificare leggermente la seconda regola per sviare questo problema: limitarsi ad un max di 15 libri all’infuori di quelli di letteratura obbligatori. Ok, quindici sono tanti, ma molto probabilmente fino al prossimo anno non potrò comprare altro, quindi … (e diciamo pure che ho cinque super-libri, chissà quando li finisco).

E ora invece veniamo ai famigerati 10 della sfida:
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  1. Cuore d'inchiostro
  2. David Copperfield
  3. I pilastri della Terra
  4. Il conte di Montecristo
  5. Il dardo e la rosa
  6. Il segreto dei maghi
  7. Il simbolo perduto
  8. La regina dei dannati
  9. Leggende del Mondo Emerso I
  10. Lo schiavo del tempo
Come detto in precedenza, ci sono cinque super-libri che ruberanno parecchio del mio tempo. Spero di finirli entro Luglio ‘15, incrocio le dita!
Più che altro perchè si intreccia con altre "sfide" (in parte stessi libri, in parte altri), che aggiornerò qui: https://listography.com/hayatoip
Pian piano commenterò i vari libri anche qui sul blog-ino, ma per le altre liste mi affido a listography <3
Qualcun altro, come me, si è imbarcato in questa sfida? Seguo già qualcuno, ma più si è meglio è~

Istruzioni per l’uso

All’inizio volevo ri-pubblicare qui l’ultimo post di LJ, ma alla fine (soprattutto per problemi tecnici) ho lasciato perdere.
Aprendo Blogger, però, non lascerò marcire LJ: semplicemente ho relegato il buon vecchio a "friends only" e vi pubblicherò le mie riflessioni private~
Invece vorrei utilizzare questo blog-ino un po’ più "seriamente". Oddio, niente di eclatante, semplicemente strutturarlo in rubriche e pubblicando più post d’interesse "pubblico" che solo i miei scleri-

Pensando invece a “Di che cosa parlo?”, ancora ho le idee abbastanza confuse, ma credo che sarà molto "Giappone-centrico", non tanto per la mia passione per anime e manga … ok, sì, in parte anche per quello, ma soprattutto perchè grazie al mio percorso di studi ho in casa moltissimi libri sulla cultura nipponica, spaziando dalla letteratura alla religione.
Ovviamente non tralascerò tutta la pop-culture e anche l’"occidente" avrà il suo posticino. Insomma, ho tantissime idee in testa, ma ci vorrà molto tempo prima di riuscire ad ingranare (sconfiggere la mia pigrizia sarà la prima sfida) e riuscire a mantenere una cadenza quantomeno regolare. Tanto che i primi post mi sa che manterranno la struttura di “scleri”---

Detto ciò, ci risentiamo presto prestissimo~

P.S.: Il nome è ancora MOLTO provvisorio e credo proprio che lo cambierò, ma visto che per ora non ho altre idee tengo questo, che assomiglia molto a quello di LJ.

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