lunedì 15 settembre 2014

Se avete amato A, allora amerete anche B

In un momento di follia mi è passata quest’idea per la testa e non potevo fare a meno di buttarla giù.

Come si sarà capito, io amo moltissimo l’animazione giapponese e allo stesso tempo mi dispiace molto vedere alcuni suoi titoli “relegati” nella sfera ""otaku"", sconosciuti a chiunque non si sia mai avvicinato a questo enorme ambito dell’arte. Inutile dire che la maggior parte non ci si avvicina per una specie di snobismo dovuto al fatto che siamo abituati a collegare l’animazione giapponese ad opere infantili o dallo spessore di una sottiletta. Il mercato dell’animazione in Giappone, bisogna ammetterlo, è ingolfato dall’enorme quantità di opere commerciali: il 90% delle serie che escono ad ogni stagione, infatti, è una trasposizione di una light-novel, di un manga o di un videogioco. E no, non è come con i nostri telefilm o film: la trasposizione ha davvero SOLO un fine prettamente economico e di “volantinaggio” per la serie da cui è tratto, tanto che risulta per lo più incompleta, mollata ad una sola stagione e proseguita solo in caso di alte vendite dei BD/DVD. Sono pochissimi i casi in cui una trasposizione sia abbastanza buona da essere vista slegata dalla sua controparte originale.
E questo accade per lo più per serie precedenti al 2010. E più si va indietro, più le trasposizioni erano ben fatte e slegate dall’ambito economico.

Ora, all’interno di questo calderone di opere, ce ne sono alcune che meritano di essere viste. Dei veri e propri MUST per chi ama la letteratura, la sociologia, la filosofia e chi più ne ha più ne metta. Opere con uno spessore pari a quello dei grandi classici. E che, per i motivi sopra elencati, rimangono relegati nella loro piccola nicchia e sconosciuti al mondo intero.
Con questa rubrica vorrei consigliarvi …
Minacciarvi se non li vedete.
… alcuni titoli in base a libri o generi che sono conosciuti nel panorama letterario.

Il primo appuntamento sarà con il genere che più è in voga in questo momento: IL DISTOPICO.
Dallo YA con Divergent e Hunger Games, fino al padre del genere, 1984. Se avete amato uno solo di questi libri non potete farvi sfuggire questi tre titoli: Toward the Terra, Eden of the East e Psycho-Pass. E parlo anche a coloro che amano e leggono per lo più letteratura impegnata: soprattutto con Psycho-Pass troveranno pane per i loro denti.
Domani partirò con il primo di questi tre, Toward the Terra (che altrimenti mi verrebbe un post chilometrico se li unissi tutti e tre).
Intanto vi lascio le tre sigle con “assaggio”:

Ci tengo a precisare due cose: la sigla di Toward the Terra non rispecchia molto la serie (che è tratta da un manga pubblicato alla fine degli anni ‘70 e vincitore del premio Shogakukan, il più alto e importante premio sulla scena fumettistica giapponese), di cui parlerò abbondantemente nel prossimo post, perciò non fatevi ingannare.
Mentre le altre due sono piene di simboli, anche quella di Psycho-Pass, per quanto vista così magari non sembri.
E sì, la sigla di Eden of the East è degli Oasis.
Serie che conosco, ma che devo vedere in settimana 8D Ma visto i temi ci tenevo ad inserirla, visto che merita.

Spero di avervi incuriosito almeno un po’ e vi aspetto nel primo vero post di questa rubrichina ;v; <3

P.S.: farò anche un piccolo speciale con un altra serie che ho amato, NO.6, ma che per quanto tratti anche lei il distopico, non merita in senso “stretto”, perché la sua trasposizione animata non rende piena giustizia alla light-novel di base.

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